Tuesday, February 05, 2008

Scrittori scrittori e scrittori non-scrittori


Questo post prende spunto da un articolo di Marco Denti apparso su Pulp n. 17 (p. 81), che condivido totalmente. Quante volte mi è capitato di leggere in TV la qualifica di 'scrittore' affibbiata in sovrimpressione ai personaggi più improbabili perchè qualche editore, sperando di lucrarci, ha pubblicato uno o più libri sfruttando la popolarità del personaggio in questione, non importa se il suddetto sembri essere al limite dell'analfabetismo. E gli scrittori autentici, gli 'scrittori scrittori', come li definisce Marco Denti, non di rado hanno perfino difficoltà a pubblicare. Intanto gli editori, ricordando a tutti che la loro attività è al 90% mercantile e solo al 10% (nei casi migliori) propriamente culturale, mettono sotto contratto gente che scrive libri come dopolavoro.
Riporto alcuni passi dell'articolo al quale faccio riferimento:
"Sono non-scrittori e non-scrittrici: riempiono le pagine. Questa è la grave contraddizione che c'è alla base di questi libri (e film, e dischi, e altro ancora): nella sostanza si è chiamati a giudicare microcosmi strettamente personali e autoreferenziali, spesso (e non a caso) palesemente provinciali (nell'accezione più negativa possibile del termine) e autobiografici, ripetitivi fino all'ossessione mentale. Se si vuole indagare in questo campo bisogna mettere da parte ogni possibilità critica (letteraria e non solo) semplicemente perchè non ce n'è bisogno. Basta qualche chiacchiera, un aperitivo, due pettegolezzi: impressioni limitate e limitanti, tutto è carino, meno peggio di quanto si potesse pensare, piacevolmente trascurabile. Ne risulta un mondo stralunato di non-scrittori che scrivono per non-lettori, di non-musicisti che cantano e suonano per un pubblico di non-ascoltatori, e di non-registi, non-attori e non-attrici che che fanno film per un pubblico che al cinema ci va giusto una o due volte all'anno. In massa e coscienziosamente - perchè è tutto qui ciò che regge questo genere di operazioni e prodotti: uno straripante, martellante successo reso possibile da campagne pubblicitarie, promozionali, marketing, uffici stampa cafoni e martellanti [...]"

La copertina di un numero qualsiasi di Pulp (il 67, per la cronaca) è tratto da Il Paradiso di Cassiel (http://cassielheaven.iobloggo.com/archive.php?eid=209), che ringrazio

Monday, February 04, 2008

Milena Agus


Fahrenheit è una meritoria trasmissione di Radiotre che si occupa di libri e attualità culturale. Venerdì 1 febbraio Marino Sinibaldi ha presentato la seconda edizione del Libro dell'anno di Fahrenheit. La seconda edizione della manifestazione ha visto prevalere, tra 28 concorrenti, l'autrice sarda Milena Agus, con il suo Mal di pietre, edito da Nottetempo. Questo romanzo breve, già premiato in Francia con il Prix des lectures du Var, è la seconda opera di Milena Agus. Si tratta di un romanzo leggero e profondo al tempo stesso e, come affermato da una lettrice proprio a Fahrenheit, narrata con una delicatezza tutta femminile, anche nelle parti più sessualmente esplicite. Anche dal punto di vista linguistico l'utilizzo dell'italiano regionale di Sardegna è parco e appropriato, caratterizzando con precisione la narrazione, affidata alla voce di un personaggio extradiegetico, la nipote della protagonista.

La fotografia di Milena Agus è tratta dal sito della casa editrice Nottetempo

Saturday, January 26, 2008

Salvatore Niffoi e Redenta Tirìa

'La leggenda di Redenta Tiria' di Salvatore Niffoi è stato un piccolo caso editoriale, nel senso che quando è stato ripubblicato da Adelphi ha raccolto un discreto numero di premi e consensi di critica permettendo al suo autore di conquistarsi un certo spazio nel panorama mediatico sardo e italiano. E' stato accostato, non del tutto a torto, allo Spoon River di Edgar Lee Masters, già caro a un sardo onorario quale Fabrizio De Andrè ("dormono, dormono sulla collina...").
L'idea che me ne ero fatto prima di leggerlo, basata sulle dichiarazioni di Niffoi e su ciò che ho letto e sentito in giro, non era particolarmente lusinghiera. Dopo averlo letto correggo leggermente il tiro, e dò atto al suo autore (o almeno a chi ne ha curato l'editing) di avere saputo utilizzare in maniera efficace ed equilibrata quel particolare linguaggio ibrido che tanto va di moda negli ultimi anni. Tanto meglio, perchè più che al contenuto del libro, che non mi entusiasma ma che ha comunque un suo valore, le mie perplessità erano e sono tuttora legate proprio allo strumento linguistico scelto dall'autore. Almeno a partire da Camilleri, se non vogliamo addirittura tornare a Verga, l'uso del dialetto e dell'italiano dal forte sostrato regionale è insieme un elemento verista e un modo (ormai facile) di ottenere il consenso dei lettori. Di per sè non c'è nulla di male. Dal punto di vista personale però sono molto lontano da questo tipo di approccio, non mi ci riconosco nè come lettore nè tantomeno come autore. Ma c'è un aspetto del successo di Niffoi e degli altri sardi che battono lo stesso frequentatissimo sentiero che mi sembra ben poco lusinghiero. Al di fuori della nostra isola la percezione che si ha di questo materiale letterario è di tipo prevalentemente neocoloniale, nel senso che ciò che arriva al lettore che della cultura sarda conosce in genere soltanto un insieme di luoghi comuni non è altro che un sapore di esotismo a buon mercato. Luoghi comuni quali la fierezza degli abitanti dei villaggi o una certa rozzezza nei rapporti tra le persone, che talvolta corrispondono alla realtà (una realtà comunque ormai prossima all'estinzione), ma che riproposti da un sardo barbaricino doc si ammantano di una dignità antropologica esclusiva. Come dire: questa è la Sardegna e questo sono i sardi. Pur muovendo da un fondo di verità mi sembra riduttivo perpetuare questo modello soltanto perchè 'tira' sul mercato editoriale. Niffoi e i tanti che scrivono più o meno come lui hanno tutto il diritto di farlo, ma la mia speranza è che il peso mercantile di queste produzioni letterarie non cancelli il già esiguo spazio per chi si muove su coordinate del tutto differenti pur a partire da comuni elementi di sardità.

Vorrei citare, in conclusione, un brano tra i più riusciti del libro. Nel finale il narratore ricorda:
"La casa, il diploma, il lavoro, il pallone, la solitudine, mia madre che mi proponeva una fidanzata al giorno. - Tu sei uccello che non hai imparato a volare!- mi disse un giorno, ferendomi a morte, spogliando il mio passato con un batter d'occhi. Voleva dirmi che non avevo imparato a vivere, che le ali di carta dei libri sono fragili come quelle delle libellule, si sfarinano alla luce del sole."

Wednesday, January 16, 2008

'Novecento' di Baricco stroncato da me


Anno nuovo, post nuovi.
Quest'anno vorrei tornare a occuparmi di letteratura. Vedremo se riuscirò a mantenere questo proposito.
E quale modo migliore per farlo che produrmi in uno spericolato esercizio, nientemeno che nella nobile arte della stroncatura? E quale autore più adatto allo scopo del popolare Alessandro Baricco, che piace alle mamme e anche alle figlie?
Premetto che, in generale, il personaggio non mi dispiace, per quanto spesso saccente e autoreferenziale più del lecito. Ha avuto il merito di far sì che la televisione italiana si occupasse di letteratura, il che non è poco se si pensa al deprimente panorama attuale della tv generalista.
Ma 'Novecento' proprio non riesco a mandarlo giù, è un mattone davvero indigesto. E dire che ho avuto il coraggio di vederne anche la versione teatrale e quella cinematografica. Tutt'e tre, compresa quella cartacea, soffrono dello stesso male, o meglio inducono nel lettore-spettatore la medesima sofferenza: sono insopportabilmente pallosi.
Partiamo dal libro. “Non era una di quelle persone di cui ti chiedi chissà se è felice quello. Lui era Novecento e basta. Non ti veniva da pensare che c’entrasse qualcosa con la felicità o col dolore. Sembrava al di là di tutto, sembrava intoccabile. Lui e la sua musica: il resto non contava.” Mi sembra che questa citazione dimostri adeguatamente l'atmosfera da luogo comune che pervade il libro. Abbiamo un protagonista con un nome stupido. E' un soprannome, d'accordo, il che è ancora peggio. E' un personaggio stucchevole come il linguaggio da 'buona letteratura anticonformista' che lo descrive, caratteristica già più che sufficiente a renderlo inutile, a voler essere buoni. So per esperienza diretta che non è facile scrivere un buon libro, con delle idee e un linguaggio adatto a farle risaltare. Ma credo che il Lettore abbia il diritto di pretendere dall'Autore, e l'Autore da se stesso, di avere a che fare con un testo che valga la pena di essere letto. So anche che è abbastanza raro che questo accada in Italia con autori che non si chiamino Calvino o, tra i viventi, Arbasino (certo, si fosse chiamato Baricchino, forse...).
Passiamo al testo teatrale. Un monologo, con uno straccio bianco a fare da schermo, che riversa sul pubblico l'adeguata dose di banalità dall'apparenza intelligente. Pallosissimo, appunto.
Infine la versione cinematografica, intitolata “La leggenda del pianista sull’oceano”, diretta da un regista ampiamente sopravvalutato come Tornatore, che spreca un attore di talento come Tim Roth per fargli incarnare una specie di babbeo che forse, chissà, potrebbe anche essere una specie di genio. Inutile dire che non sono stato abbastanza stoico da portare a termine la visione.


In omaggio accludo qui sotto il link a un articolo veramente ben scritto da Baricco, in polemica con Pietro Citati e Giulio Ferroni a proposito, pensate un pò, delle stroncature:


(la foto di Baricco è tratta dallo stesso articolo apparso su Repubblica)

Friday, November 23, 2007

A proposito di rumeni


Riporto un articolo di Valerio Evangelisti comparso su Carmilla:


Condivido praticamente tutto, tranne il mettere Veltroni sullo stesso piano degli altri, anche se distruggere le baracche dove dei poveracci cercano di sopravvivere non è certo una nota di merito

Wednesday, November 21, 2007

La strage continua...




Pochi giorni fa a Cagliari una donna rumena (se non ricordo male) è stata violentata da un connazionale nei dintorni della principale stazione ferroviaria della città. Oggi su Repubblica un articolo di Anna Bandettini fa il punto della situazione in Italia, con cifre indegne di un Paese civile:




Nel finale si fa riferimento alle iniziative di "maschileplurale", già segnalate su questo blog. Ritengo che il punto di partenza per porre fine alle violenze di qualsiasi genere, non soltanto gli stupri, sia il dialogo. Un dialogo che implichi il riconoscimento e l'accettazione di chi è diverso da noi, chiunque sia. E per gli esseri umani di sesso maschile si tratta di uno sforzo di assunzione di responsabilità. Ciascuno di noi, uomini e donne, può in qualsiasi momento decidere come comportarsi con gli altri, a condizione naturalmente che sia libero/a di farlo. E per essere veramente esseri umani dobbiamo avere il coraggio di rispettare sempre gli altri.
Un saluto a Lorenzo, Anne & Vique, che sul loro blog El Giramundo si occupano della questione in data 15 novembre 2007

Thursday, November 15, 2007

Speranza/Hope


Ma poi vedo il viso di Hailey, una delle figlie di Jennifer, e ritrovo spazio per la speranza in un futuro migliore


But then I look at Hailey's face, one of Jennifer's daughters, and I feel that hope in a better future is still possible


Italia incivile: mostri a scuola


Contro la mia volontà questo blog sta diventando sempre più orientato al sociale. Il fatto è che musica e letteratura passano in secondo piano se siamo costretti a viverli nel contesto di un mondo sempre più incivile e berlusconiano. La storia raccontata da 'La Repubblica' in quest'articolo è orripilante, mi fa venire voglia di arrendermi e invocare un nuovo diluvio universale "to wash all the scum off the streets", come diceva Travis/De Niro in 'Taxi driver' (frase riportata in un brano di 'Combat rock' dei Clash):




"Listen you screwheads! Here is a man who will not take it anymore. Some day a real rain is gonna come and wash all the scum off the streets"

And, little Sara, rest in piece. I'll remember you in my prayers

Friday, October 26, 2007

Is this justice?

The Italian citizen Silvia Baraldini was prosecuted in the USA and condemned to 43 (!) years of prison. She never killed anybody.
The American citizen Mario Lozano will be not prosecuted in Italy for having killed Nicola Calipari, an Italian intelligence agent in Iraq.

Is this justice?

Friday, October 12, 2007

Sardinian violator in Germany

Recently in Germany some crazy guy from Sardinia heavily mistreated his Lithuanian girlfriend. He's been properly prosecuted and condemned for these serious offences. But there seems to be something peculiar and unfair in the way the German judge dealt with this saddening matter. In this sentence he considered to be an extenuating circumstance the fact that such delinquent is Sardinian. In his view, Sardinians are considered to be violent towards women because of their culture and ethnicity. The result was that this criminal man has to spend in jail two years less than he should if he had been German. This is totally unacceptable for two reasons. The first reason is that Sardinians never mistreat their women. For instance, I personally know two German ladies living in Cagliari and married with Sardinians who lead a safe and normal life, just like the average Europeans. The second reason is that when people are guilty of terrible crimes as in this case, they shouldn't be given any extenuating circumstances because of their uses and customs, regardless of their being real or imagined.
My personal opinion is that all sorts of violence must be severely fought, always and in all circumstances.
As for the judge, I hope he will correct his bad habit of talking about matters he knows nothing about. It would be nice if he could come to Sardinia and learn something real about our culture.

Wednesday, October 03, 2007

Violenze USA sui civili in Iraq

Anche oggi il quotidiano 'La Repubblica' è fonte di una notizia sconvolgente pur nella sua prevedibilità: i Rambo privati americani in Iraq fanno strage di civili, senza risparmiare nemmeno i bambini. Se già non bastasse la vergogna di Abu Grahib a dimostrare l'assurdità di questa guerra insensata che sembra non avere mai fine, dovrebbe ormai essercene abbastanza per zittire la propaganda della destra italiana, che è stata complice di Bush nel volere questo massacro nel nome del petrolio. L'opinione pubblica americana ormai si sta liberando delle bugie del petroliere texano, sarebbe tempo di fare altrettanto anche in Italia.

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/iraq-119/guardie-private/guardie-private.html

Friday, September 28, 2007

Quanto costa la Chiesa Cattolica

In Italia la politica costa ogni anno ai cittadini circa 4 miliardi di euro. Non tutti sanno però che altrettanti ne costa la Chiesa Cattolica. Ma mentre in tanti siamo pronti a protestare insieme a Grillo per la prima questione, la seconda tende a passare sostanzialmente inosservata.
Ecco l'ottimo articolo di Curzio Maltese su Repubblica in cui si danno informazioni preziose sui meccanismi alla base della situazione attuale:

http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa.html

Tuesday, September 25, 2007

Isabelle Caro


Isabelle Caro è la modella francese ventisettenne il cui corpo nudo campeggia da qualche giorno su quotidiani e cartelloni pubblicitari. Ma non si tratta dell'utilizzo del corpo femminile come specchietto per le allodole per indurre all'acquisto di qualche prodotto, utilizzo al quale siamo ormai assuefatti da anni. E questo nonostante la campagna sia legata a un marchio pubblicitario ben preciso. Perchè il corpo di Isabelle è un corpo che non è più capace di mostrare la propria bellezza. E' un corpo devastato dall'anoressia, un problema la cui diffusione deve destare allarme sociale. Perchè di anoressia si può morire facilmente. E perchè le sue vittime sono in gran parte adolescenti, vittime di un meccanismo psicologico sottile.

Le due foto (http://www2.nolita.it/noanorexia/index.htm) sono di Oliviero Toscani, discusso per la differenza tra le sue fotografie e quelle della maggior parte dei suoi colleghi. Le sue immagini spesso mettono a disagio, segnalano un problema da affrontare, non assecondano il gusto estetico generale. Anche il ministro Livia Turco si è espressa in termini favorevoli rispetto a questa campagna pubblicitaria, così diversa dalle altre, proprio per il messaggio che trasmette. E' come un pugno in faccia al telespettatore di Miss Italia, mostra che ci sono delle persone, delle donne, delle ragazzine, per le quali il rapporto tra la salute e la bellezza può essere diverso da ciò a cui i media ci hanno abituato.

Così scrive in proposito la giornalista Paola Rizzi:

"Si torna sempre allo stesso punto: l’uso o abuso dell’immagine della donna in quanto corpo e niente più, con le mutande o senza, [...] Isabelle, come il malato di Aids fotografato anni fa da Toscani sul suo letto di morte, è una persona malata. Il malato di Aids era in pigiama nel suo letto, Isabelle è un corpo nudo. Certo così è un bel pugno nello stomaco. Ma era necessario? O non è un’altra versione della condanna vera delle donne, ’sto essere prima corpi, dalla esigente manutenzione, poi persone? Del resto ce lo ricordano concorsi tipo la soporifera Miss Italia. Pur nel suo tono di pornosoft per famiglie, sempre di tette e culi si parla. "

(Il lato B choc di Oliviero Toscani, in http://www.metronews.it/det.php?id=80251&fid=art_id)

Questo è il blog di Isabelle Caro:



Intervista a Isabelle Caro:

Monday, September 24, 2007

John Wood


Mi chiedo se i telegiornali italiani abbiano dato questa notizia: John Wood, numero due di Microsoft, ha rinunciato agli agi e alla ricchezza che gli assicurava la sua posizione per combattere l'analfabetismo infantile in Asia e in Africa.
Forse no, preferiscono dare notizie terribili, possibilmente accostate a notizie insulse ma inoffensive, generando assuefazione alla violenza e quindi rassegnato cinismo.
O forse sì, assimilandola a notizie su cani equilibristi o briatori festaioli. Cioè svuotandole di senso, che è oltraggio peggiore del silenzio.
Comunque sia, il fatto in sè è che John Wood e quelli/e come lui ci dimostrano che non tutto è perduto, c'è ancora speranza per questo pianeta.

Per approfondire:



Friday, September 21, 2007

Un caso di presunta violenza carnale

Circa un anno fa a Bologna si è verificato un fatto increscioso: una ragazza ha sostenuto di avere subito violenza da due giovani, uno dei quali, Francesco, è di Cagliari. Il processo iniziato in questi giorni ha visto contrapposti un gruppo di circa 70 manifestanti contro il presunto stupro e circa 20 amici (sia maschi che femmine) di Francesco. Conosco i suoi genitori, Gianfranco e Daniela, solo superficialmente, ma non credo proprio che possano essere inclini a tollerare un fatto tanto grave come la violenza carnale. Per quello che mi riguarda, tanto per essere chiari, sono contrario a ogni forma di violenza. Perciò uno stupro è sempre e comunque inaccettabile, e come uomo mi sento in dovere di fare tutto il possibile per proteggere dalla violenza non solo le donne che conosco, ma tutte le donne in generale, per quello che è nelle mie possibilità. Per fortuna ci sono molti uomini che la pensano allo stesso modo (per maggiori informazioni: http://www.fioccobianco.it/)

Vorrei segnalare una bella intervista di Fabio Manca a Gianfranco Liori su L'Unione Sarda, che contribuisce a fare chiarezza sull'accaduto:
http://www.unionesarda.it/DettaglioSardegna/?contentId=13799

Wednesday, September 19, 2007

How about the freedom of speech in the USA?

Today I watched this video on Repubblica TV:

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=12680&showtab=Copertina

I'm speechless. What's happening in the USA? Why Andrew Meyer, a student asking embarrassing questions to U.S. Senator John Kerry, was arrested and mistreated by the police? I don't understand. Any ideas?

This is the website where his friends are giving information about what happened and asking for help in order to have him out of jail:

http://www.theandrewmeyer.com/

Other bloggers' opinions about this:

- in English:

http://www.democrats.org/page/community/post/deeannaroberts/CQz4

http://michellemalkin.com/

http://blog.youngpeoplefor.org/tag/Andrew%20Meyer

- in Italian:

http://landofnowhere.splinder.com/

http://uncadunca.leonardo.it/blog/andrew_meyer_e_gabriele_paolini.html

http://blog.quintarelli.it/2007/09/liberate-andrew.html

http://www.liberoweb.net/

http://www.davidpuente.net/

Tuesday, September 18, 2007

Degenerazione mediatica

Vorrei segnalare un grave caso di degenerazione nell'ambito dei media. Si tratta del caso E-Polis, catena di quotidiani fondata dall'editore cagliaritano Nicola Grauso, dai trascorsi non proprio cristallini, ora passato nelle mani di un consiglio di amministrazione che comprende, oltre allo stesso Grauso, il nuovo azionista di maggioranza Alberto Rigotti e Marcello Dell'Utri, anche quest'ultimo figura tutt'altro che immacolata.
La vicenda è trattata a fondo nei seguenti blog:

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=368768

http://massimomarini.blogspot.com/2007/09/dellutri-compra-e-polis-nuovo-colpo-per.html

http://stazioneparadiso.simplicissimus.it/2007/09/grauso-chi-e-costui.html

Interessante anche l'articolo del direttore de L'Altra Voce Giorgio Melis, già vicedirettore de Il Giornale di Sardegna:

http://www.altravoce.net/2007/09/11/sorpresa.html

Thursday, September 13, 2007

http://www.danieleluttazzi.it/

Invece, di Daniele Luttazzi sono un grande fan (ho avuto anche la fortuna di intervistarlo 2 volte). Approfitto del suo intervento su Grillo e il V-Day per segnalare il suo blog

(foto tratta da: http://www.danieleluttazzi.it/files/sesso-luttazzi-269x269.jpg)

Wednesday, September 12, 2007

Grilli, gatti e volpi (+ qualche sciacallo)


Sabato ho partecipato all'ormai famigerato Vaffa-Day organizzato in tutta Italia da Beppe Grillo. Dopo aver letto diversi commenti su questo avvenimento vorrei dire come la penso.
Non sono mai stato un fan di Grillo, anche se gli riconosco il merito di non avere accettato il tipico e vergognoso sistema italiano per cui ci si deve inginocchiare di fronte al potente di turno per salvaguardare il proprio tornaconto personale, magari a scapito di altri (sul lavoro ho fatto come lui e ne ho pagato le conseguenze). Immagino che sarebbe stato facile per lui rinunciare a fare satira su Craxi e magari simpatizzare pubblicamente per l'allora PSI (oggi Forza Italia) e continuare beato a far soldi grazie alla televisione, come hanno fatto in tanti, giornalisti, opinionisti e quant'altro. Non ha voluto farlo, e questo gli è costato l'assenza dalle televisioni di influenza berlusconiana (RAI e Mediaset, con la parziale eccezione di Raitre) fino ad oggi, come accaduto poi a comici (i Guzzanti e Luttazzi) e giornalisti (Biagi e Santoro). Al contrario, ha proseguito per la sua strada, a contatto con la gente, in teatro e sul web. E questo fa di lui una persona onesta.
E' stato detto che i 300.000 che hanno firmato la proposta di legge d'iniziativa popolare l'avrebbero fatto in quanto suoi fans senza forse sapere bene cosa facevano, rappresentando di fatto il trionfo dell'antipolitica. Falso. Il trionfo dell'antipolitica è stato l'ingresso in Parlamento e al governo di Silvio Berlusconi e della sua schiera di avvocati-valletti, nani e ballerine, nonostante questo signore fosse ineleggibile in quanto concessionario di un bene pubblico come l'etere, utilizzato dall'azienda di cui è proprietario anche e soprattutto come arma di propaganda politica (efficacissima, a giudicare dai risultati).
E' stato detto che Grillo, nella sua recente veste di capopopolo, può involontariamente portare verso una deriva autoritaria, così come il Fascismo utilizzò il populismo per raggiungere il potere. Sbagliato. Questo è quello che sta facendo Silvio Berlusconi, non Beppe Grillo.
E' stato detto che è "una manifestazione di cui dovremmo vergognarci". L'ha detto l'ex-Presidente della Camera dei Deputati, quello che Marco Travaglio chiama Piercasinando. Io credo invece che dovremmo vergognarci di avere avuto ai vertici delle istituzioni italiane uno come lui, complice di molte delle nefandezze 'politiche' di Berlusconi, nonchè, secondo la definizione evangelica che dovrebbe essergli nota, epitome del 'sepolcro imbiancato'. Tanto per ricordare una di queste nefandezze: quando Marco Biagi, che lui oggi vorrebbe santificare, fu assassinato dalle Brigate Rosse, emerse che il governo Berlusconi gli aveva negato la scorta che a più riprese aveva richiesto.
E' stato detto che Grillo non è in grado di guidare un movimento politico. Vero. Non è un politico, del resto non ha intenzione di farlo. Neanche Berlusconi è un politico, anzi è l'alfiere dell'antipolitica. Eppure fa politica da 15 anni, seppure a modo suo.
Per concludere, entro nel merito della proposta di legge. L'unico dei tre punti che mi convince poco è l'ineleggibilità dopo due legislature. Sarebbe meglio valutare caso per caso chi riproporre e chi no, anche se mi rendo conto che questa valutazione sarebbe a dir poco problematica. Trovo invece che sia la cosa più ovvia del mondo che chi è stato condannato, soprattutto se per reati di tipo amministrativo e finanziario, non possa far parte di assemblee legislative. Assurdo il caso Previti, condannato con sentenza passata in giudicato che ne dispone l'interdizione perpetua dai pubblici uffici che per un anno ha continuato arrogantemente a fare il parlamentare come se niente fosse, contro la legge e il buon senso. Nei paesi civili di solito basta l'ombra di un sospetto perchè ci si dimetta dagli incarichi politici, in Italia se si è onesti nel migliore dei casi si passa da fessi. Anche l'elezione diretta dei candidati rappresenta un fatto democratico importante. Com'è noto l'ultima legge elettorale, approvata dal centrodestra e già definita una 'porcata' dal leghista Caldaroli, uno dei suoi autori, toglieva agli elettori questa possibilità, prevedendo la presentazione di liste 'bloccate', frutto delle segreterie dei partiti, da accettare o rifiutare in blocco, così com'erano.

I'm back!

After one year of silence this blog comes back to life. It's nice to be here again

Dopo un anno di silenzio questo blog torna in vita. E' bello essere di nuovo qui